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Credo sia evidente che ci siano state, in tutti gli ambiti possibili, coppie di persone che prese singolarmente erano già dei maestri nella loro arte, ma che solamente collaborando hanno scritto il proprio nome nel grande libro della storia. Basti pensare alla palla a spicchi il mitico duo che negli anni novanta ha provato a fermare il dominio dei Chicago Bulls di Jordan, John Stockton e Karl Malone. Nella musica una delle coppie più famose di tutti i tempi è senza dubbio quella formata da due ragazzi partiti dalla periferia di New York, Simon e Garfunkel. Gli scrittori e i disegnatori di fumetti non possono essere da meno.

Fra le tantissime coppie iconiche che si sono formate negli anni una che è sempre stata sinonimo di qualità è quella composta da Jeph Loeb e Tim Sale. Ormai l’intesa fra i due artisti è ben collaudata, le opere in cui li vediamo collaborare sono numerose, a partire dalle tre opere in casa DC comics, appartenenti al mondo di Batman: Vittoria Oscura, Il Lungo Halloween e Vacanze Romane. Sono anche gli ideatori della tetralogia dei colori in casa Marvel, ovvero le storie incentrate su quattro personaggi e quattro colori.

L’opera che ho voluto analizzare quest’oggi non ha nulla da invidiare alle altre già citate, Superman Stagioni è appunto una storia di Superman, che però non parla di Superman o meglio, ne parla, ma il protagonista questa volta è Clark Kent.

La storia è raccontata da quattro narratori diversi, uno per ogni stagione, che analizzano il rapporto che ognuno di loro ha con Clark e di quale impatto quest’ultimo e il suo alter ego abbiano avuto nelle rispettive vite. Il primo narratore è Jonathan Kent, padre ‘’adottivo’’ di Superman, contadino del Kansas che non regala troppe emozioni, ma che ha cresciuto Clark, aiutato da sua moglie Martha, al meglio delle proprie possibilità. La seconda narratrice è nientemeno che Lois Lane, alla ricerca continua della notizia da prima pagina, con un carattere molto forte messo in contrapposizione con l’insicurezza di Clark. Dopo Lois abbiamo il nemico per eccellenza dell’eroe di Krypton, Lex Luthor. L’uomo a capo della LexCorp vede Superman come una minaccia per i suoi affari e per quello che lui ritiene sia il bene della città che ha contribuito a mettere sulla mappa, arriverà fino a mettere in pericolo l’intera comunità di Metropolis per dimostrare le sue folli teorie. L’ultima narratrice è Lana Lang, grande amica di Clark e suo primo amore. La ragazza ha una storia molto simile a quella di Clark Kent, anche lei è orfana e anche lei lascia Smallville per cercare fortuna.

La trama risulta molto classica, Superman non è mai realmente in difficoltà contro le avversità che incontra, questo perché gli autori desideravano lasciare più spazio all’uomo e non al supereroe, concentrandosi maggiormente su Clark Kent e meno su Superman.

Un altro ruolo importante all’interno di quest’opera ce l’hanno le tavole di Tim Sale, nelle quali riusciamo a vedere tutta l’onnipotenza di Superman, ma anche la fragilità di Clark. Spesso il disegnatore ricorre all’uso di splash page, per destare nel lettore lo stesso stupore degli abitanti di Metropolis che ammirano Superman all’opera. Non nego di essere un grande fan della coppia Loeb-Sale, ma davanti ad opere come queste non vedo come si faccia a rimanere neutrali nei confronti di due autori che sono riusciti, più volte, a rendere i nostri amati supereroi così umani, mostrando delle fragilità che spesso vengono nascoste dietro una maschera, oppure dietro un mantello, come in questo caso. Da non trascurare sono anche i colori di Bjarne Hansen, che a mio parere, raggiungo il picco nelle scene col tramonto.

Stagioni è sicuramente una storia consigliata, anche per i neofiti del personaggio ideato da Siegel e Shuster, all’interno della quale non dovete aspettarvi solamente scontri fra titani e azione frenetica, ma anche domande che cercano risposte, risposte che cambiano in base al narratore che ci accompagna in quest’avventura. L’avventura di un bambino arrivato dal cielo, cresciuto come un normale ragazzo di campagna e diventato, infine, Superman.   

Nicolò

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