recensione – Contronatura, omnibus

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Un paio di settimane fa è uscito sotto etichetta Panini Comics l’omnibus che raccoglie tutte le storie della serie forse più famosa di Mirka Andolfo, Contronatura. Non avevo mai letto nulla sul personaggio e devo ammettere che mi ci sono avvicinato con una certa curiosità. Anche perché, e non lo nascondo, ci troviamo un po’ distanti da quella che potrei definire la mia zona di comfort fumettistica. Ma se c’è una cosa che ho imparato a fare, ancora di più da quando c’è il Flywas Show, è proprio superare i miei limiti e confrontarmi con qualcosa che spinga i miei confini un po’ più in là. 

E poi si sa, il richiamo dell’omnibus consente la facilità di avere raccolta in una semplice soluzione tutto il materiale che mi possa permetter di comprendere appieno la storia.  

Il mondo di Contronatura è prego di elementi fantasy ma non disdegna quale piccolo accenno ad una distopia degno di un romanzo di fantascienza nuda e cruda. Ci troviamo in una realtà che non è particolarmente differente dalla nostra, quanto a contesto, ma che è invece popolata da animali antropomorfi. Animali di tutte le razze per la precisione che hanno i problemi di tutti per arrivare a fine mese, pagare le bollette e  in fin dei conti tirare avanti. La sola differenza, un governo particolarmente oppressivo che veglia sugli incroci interraziali (per tacere di quelli omosessuali) e che infligge tasse altissime a chi, raggiunti i venticinque anni di età non ha trovato un partner ideale per favorire la continuazione della propria razza. E qui troviamo Leslie, una maialina leggermente sovrappeso che appena raggiunta l’età limite viene contattata dal ministero : o accetta il compagno che è stato selezionato per lei, o si deve preparare ad un futuro fatto di lunghissime sanzioni. La sua vita è abbastanza complessa, per cui, l’idea di affidarsi al programma non le sembra perfino malvagia. Il solo problema, che in qualche modo coinvolge tutta la sua cerchia di amici, lei continua a fare sogni erotici incredibilmente accesi, che la vedono protagonista assieme ad un lupo bianco screziato di blu. 

La metafora è netta, il rimando ai tre porcellini funziona. Il problema che non si tratta di un banale sogno erotico, ma invece si tratta di una vera profezia che la porterà attraverso una serie di peripezie, ad incontrare il suo fantomatico lupo bianco. 

Trama ed intreccio si muovono in un contesto funzionale, al netto di qualche lieve intoppo di storytelling. Ed il tratto, e l’ironia, della Andolfo permettono al contesto, che in altre mani potrebbe tranquillamente marciare sulla fanfara della distopia, di essere incredibilmente leggero e gradevole. Mirka Andolfo fa parte di quella generazione di autori che è stata primariamente influenzata dai manga. E proprio ai manga si rifà per gli elementi più sensuali dei suoi personaggi femminili. Anche se le loro connotazioni animalesche permettono comunque di spaziare su un palcoscenico più ampio. Ad un certo punto però questa influenza si è contaminata con il romanzo fantasy europeo per cui ci troviamo con dei personaggi a tutto tondo che nelle loro piccole goffaggini riescono a trasudare empatia. Non è un caso che la Leslie stampata su variant da Milo Manara, sostanzialmente una donna con orecchie di maiale, è assolutamente più provocante ma totalmente prima della sensualità e della simpatia della Leslie disegnata dalla Andolfo.  

Va sottolineata l’eccezionalità del colore, intenso, quasi prossimo alla saturazione. L’effetto visivo che ne risulta cattura completamente trasportandoci in un mondo esotico e dai contorni ben rimarcati.  

Il personaggio di Leslie, in tutte le sue imperfezioni, è un archetipo femminile ideale. Perfetto per un pubblico di adolescenti che, in un periodo di totale trasformazione, si trovano a dover controbattere le bordate di un apparato pubblicitario che le vorrebbe costantemente taglia zero ed incasellate in stereotipi completamente definiti. 

Per quel contesto si, la lettura è piacevolmente sovversiva ed essenziale.  

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