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Chi legge questa pagina lo sa, sono innamorato delle storie di Samuel Stern. Alla stessa maniera di cui ero pazzo di quelle di Valter Buio. Raccontare l’altro, l’alieno, il differente, non è facile. A farlo bene si fa entertainment ma a farlo meglio si sconvolgono le menti, ci si spinge a riflettere e cercare di capire, ci migliora. 

E Samuel senza dubbio con la sua venatura esistenzialista pizzica tutte le corde giuste. Ma non bisogna dimenticare che l’esperienza della Bugs Comics nasce da una lunga gavetta che sprofondo le radici nel genere horror puro (tra le altre cose). Quel tipo di storia che, per esempio, non avrebbe sfigurato per nulla in un magazine delle EC comics.  

E su questa esperienza, nata ad esempio con l’antologica Mostri che si fonda il primo spin-off dell’esorcista Edimburghese. I Racconti del Derryleng recuperano la forma antologica che ha reso famosi i racconti dell’orrore aggiungendo una cornice scritta per l’occasione e che vende Angus raccogliere al suo tavolo una serie di personaggi, più o meno legati alle vicende di Samuel.  

Per i primi numeri di questo semestrale (il prossimo numero è annunciato per novembre), le storie saranno una selezione del meglio del meglio dell’antologica mostri e, vi posso garantire, già in questo primo albo, ce n’è veramente per tutti i gusti.  

Si comincia dall’orrore dall’aroma vittoriano di Elsie, dove un vecchio nobile inglese trascina un’arpia in una vecchia magione causando una terribile sequenza di eventi disturbanti e drammatici.  

Ballo di nozze porta ad una ambientazione molto più moderna e straniante. Quello che succede alla sposa fa male solo a pensarlo. La temibile sensazione di un incubo senza ritorno. 

Il successivo Burocrazia non sfigurerebbe ne Il Corvo Presenta. Lovercraftiano nella scorza, presenta sul finire un ribaltamento da sanissima risata esorcizzante.  

Novelle Cuisine raccoglie una ironia macabra che non sfigurerebbe in un racconto dell’assurdo di Palahniuk. Se Palahniuk scrivesse racconti weird, ovvio.  

Denti da latte riconduce al concetto di leggenda metropolitana, fondendo tutto in una ambientazione contemporanea da nursery rhymes.  

Viaggio verso casa pesca a fondo nei racconti della guerra civile americana mescolando il genere zombie al voodoo più tossico. Quasi in zona Landsale.  

Con Cena di fidanzamento simo di nuovo in ironia weird ed il racconto di una famiglia di lupi mannari stuzzica e fa sorridere.  

Tenta la fortuna è una tappa on the road nell’angolo delle leggende metropolitane. Compaiono presenze che somigliano a qualcosa che potrebbe essere successo a mio cugino.  

Il conclusivo Natasha ci porta nell’orrore legato al gossip da high school. Quello che succede, succede per un gioco di ribaltamenti, con una morale ballerina come la roulette russa. 

Tutta la Bugs comics passa per queste 128 pagine e sono dei piccoli gioiellini che rapiscono e che meritano l’applauso. Se Mostri era passato un po’ in sordina da queste parti, la resa di queste storie permette di celebrarle come gli è dovuto. Si omaggia la storia della Bugs e si passa del tempo in compagnia di qualche sano brivido.  

Anche perché, è doveroso ripeterlo, l’arte del racconto dell’orrore non è per nulla da sottovalutare. Saper stupire o meravigliare nel giro di poche pagine è un dono, e certi doni vanno condivisi. 

La cornice a firma di Savegnago e Filadoro ci riporta alle atmosfere edimburghesi, introducendo dei personaggi che sono molto interessanti e che presumibilmente cresceranno numero dopo numero.  

Quello che abbiamo qui, veste grafica di eccezione tra l’altro, è decisamente un ottimo inizio.  

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