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Ho voluto ragionare un attimo su questo film, prima di scriverne. Non solo perché così mi sarei evitato le critiche del partito anti spoiler. Ma anche perché volevo essere sicuro di aver considerato tutti gli elementi di questa nuova pellicola.  

Perché sarebbe davvero facile seguire l’onda dell’hype ed elogiare gli elementi positivi di questa pellicola, che pure ci sono, non posso ignorarlo. E dopo tutte le delusioni che l’MCU mi ha dato negli ultimi anni vorrei davvero potermi dire ricreduto. E, se guardate il mio video all’uscita della sala cinematografica, vi renderete conto che effettivamente l’entusiasmo mi aveva colto e, almeno per certe cose, il film sembrava uno tra i meglio realizzati in epoca recente per il mondo di supereroi. E, non si inquinino i fatti, davvero lo è, anche se alla prova della porta chiusa non regge bene come all’inizio. 

Ma procediamo con ordine. Al fine di non infastidire nessuno, vi avverto, la recensione traboccherà spoiler, ma è davvero il solo modo per poter affrontare questa pellicola in modo razionale ed analitico. Sentitevi avvertiti.  

Cominciamo dagli elementi positivi : fino a questo punto il Bimbo Ragno si era comportato in maniera irresponsabile. Salvo varie scene dove il pathos veniva richiesto, il suo atteggiamento era totalmente immaturo. Arriviamo al punto che in Far From Home, invece di andare a salvare il mondo assieme a Nick Fury, Peter vorrebbe semplicemente andare in vacanza con i suoi amici. Che, dopo il blip, avrebbero ventindue anni e sono lo stesso intenti a finire il liceo, non dimentichiamocelo.  

Fino a quel punto, alla stregua della Civil War di Mark Millar, Peter ha un mentore diverso dallo zio Ben, e quel mentore, per quanto geniale, è totalmente egotico ed edonista. Stiamo parlando di Tony Stark ovvio.  

La risposta intelligente di No Way Home, peccato che si sia fatta attendere con un film di troppo, è che Peter non subisce l’influenza di Ben Parker perché in questo universo, non esiste Ben Parker. In pratica, proprio perché la Sony decise di elidere il terzo film con le origini dell’Uomo Ragno in vent’anni, non ci è stato dato mai di sapere come fosse divenuto un eroe. Adesso scopriamo che non c’è un Ben Parker e di conseguenza non ha ancora vissuto il momento responsabilizzante e capace di definirlo completamente che è la sua morte. Questo spiega il suo atteggiamento adolescenziale e l’attaccamento ad una simil figura paterna come Tony Stark.  

Per intenderci, siamo dalle parti delle prime pagine di Amazing Fantasy 15, circa. 

In No Way Home, l’identità di Peter è rivelata al mondo intero e la sua vita, e quella dei suoi amici è completamente rovinata. Per cercare di rimediare Peter fa qualcosa di totalmente immaturo, proprio come siamo abituati ormai, e corre da Stephen Strange chiedendogli di far dimenticare a tutti il legame tra Peter e Spidey. Ovvio, poi ritrattando cercando di mantenere almeno MJ, Ned e pochi altri. Insomma al solito, facendosi i comodi suoi.  

La cosa che turba, e parecchio, è che Strange, che qui non è manco il mago supremo, si comporta da apprendista stregone e, non solo lo asseconda, ma fa tutta una serie di errori che portano alla frattura del multiverso e, ad attrarre tutti quelli che conoscono il legame tra Peter ed il Ragno dal multiverso.  

Avevamo avuto il sentore che il multiverso esistesse da quando alla fine del film precedente era comparso JJ Jameson interpretato dallo stesso JK Simmons (geniale!) dei film di Sam Raimi. La cosa curiosa semmai, è che dopo aver passato pellicole maestose (seppur fallaci) come Endgame a cercare di dimostrare che il multiverso non esiste, è bastato un villain di serie Z come Mysterio vi alludesse per farlo comparire. Si lo so, lo so, c’è di mezzo la serie di Loki, ma resta il fatto che si tratta sempre di qualcosa che accade dopo la comparsata di Mysterio. 

Ma tant’è. 

Quello che succede è che grazie a questo artificio tutta una serie di villain, che erano in punto di morte da altri universi (quelli dei film di Raimi e Webb) arrivano nell’universo dell’MCU. Si tratta di Goblin, Electro, Sandman, Lizard e Octopus.  

Il che garantisce una serie di colpi di scena formidabili oltre a confermarci che adesso altre cinque pellicole sono in continuity con l’MCU. In più si risparmia sul concept recuperando villain già esistenti. E Peter, può finalmente affrontare un buon numero di avversari ed avere il momento di definizione che tutti aspettavamo. Non voglio rivelarvi troppo, ma vi dico che è toccante, e la famosissima frase viene finalmente pronunciata modificando per sempre l’etica del nostro eroe.  

Non basta. Altre due figure arrivano per rafforzare la questione, Andrew Gardfield e Tobey Maguire, i precedenti Spidey : quello che è stato il segreto di pulcinella meno tenuto di tutta l’era Marvel.  il confronto tra i tre personaggi è bello e permette di dare una chiusura alla saga di Amazing che, fino a questo punto, era rimasta incompiuta. E del resto negli ultimi cinque film, di responsabilità ne abbiamo sentito parlare poco. 

C’è da dire che il multiverso in Spiderman è un concetto un po’ abusato. Dallo spiderverse di Dan Slott al cartone premiato agli Oscar. Quindi capisco la necessità di battere il ferro finché è caldo. Però ci sono degli elementi che non possono essere trascurati. Secondo l’etica deli SpiderMen, i villain vanno salvati e non eliminati. Peccato che poi vengano rimandati al punto esatto che precede la loro morte. Quindi un’etica un po’ strana , nevvero? 

La cosa che mi disturba è il fatto che un meme due giorni dopo l’uscita del film avrebbe risolto meglio la questione. In fin dei conti sarebbe bastato che Peter chiedesse a Strange semplicemente di far dimenticare a tutti le parole di Mysterio per chiuderla senza intoppi. O no?  

Certo, si sa, quando si comincia a pasticciare col multiverso e con la magia non si ottiene mai un risultato replicabile, ed i poteri del mago ‘supremo’ sono un generatore di sospensione dell’incredulità alquanto fallace. Se però tutto il meccanismo serve a dare un nuovo spessore al personaggio interpretato da Tom Holland, non vuol dire che infastidisca vederne le toppe.  

La gestione del personaggio in sé è fantastica. Finalmente responsabilizzato ha una chiusura che lo riporta in una casa di affitto legnosa e povera che grida a gran voce Roger Stern. Finalmente smarcato da tutta la tecnologia Stark ha la possibilità di essere amato come l’eroe che è sempre stato e non come l’imitazione che tutti vorrebbero. Quindi va bene anche il fan service. 

Ma basta a giustificare una sceneggiatura con qualche intoppo? È sufficiente a dimenticare i casini nel multiverso ed un doctor Strange linea comica per l’ennesima volta sbagliata? 

È un peccato, perché è la dimostrazione che con impegno gli MCU riescono a fare miracoli e potrebbero stupire. E invece. 

Ultima considerazione, se tutti i personaggi sono stati prelevati in punto di morte, allora mi sa tanto che abbiamo detto addio una volta per tutti a Tobey e Andrew nei panni dell’arrampicamuri… 

Ryo Flywas

un nerd che si racconta ai nerd. Scrivo per passioni (al plurale). Conduco il the Flywas Show tutte le sere, venti minuti a sera. il mio sogno? la perfetta collezione di cultura nerd!

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