anteprima – Samuel Stern 18, nella gabbia

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La struttura di questo numera, nella gabbia, è estremamente esteriorizzata. Dopo una serie di numeri fortemente introspettivi, proiettati sulle orbite di Legione, l’episodio che ci troviamo a leggere presenta, all’apparenza, una linearità quasi rilassante.  

Sottolineo all’apparenza, perché sappiano bene che con Samuel nulla è mai come sembra. È come se dopo una forte spinta emotiva, ci fermassimo a prendere fiato prima di ricominciare. E non è un caso che la presenza demoniaca assieme al tocco di Samuel, siano a malapena accennati mentre al contrario venga messa in primo piano la dimensione umana. E la gabbia di cui si parla non è quella dell’MMA dove gran parte della storia è ambientata. Si tratta proprio della gabbia di carne, quei contorni che definiscono il nostro spazio dandoci l’impressione di essere perennemente in un viaggio solitario sull’oceano. 

La narrazione di Marco Scali ci porta indietro nel tempo, all’arrivo di Duncan ad Edimburgo. Racconta le difficoltà nel farsi accettare e della sua amicizia con Ray promessa dilettante del pugilato e di suo figlio Joe. Irlandesi entrambi in piena Scozia, i due legano subito e, anzi, proprio la passione di Ray per il pugilato dà a Duncan un’idea per la creazione della sua comunità : una palestra vicino la chiesa per levare i ragazzi dalla strada. E tutto procede, tutto va bene fino a quando non compare Marlon Beck, un altro pugile. Beck ha qualcosa che Duncan riconosce subito. Non ci è ancora dato di sapere cosa porta il burbero prete sulla strada della demonologia, ma è chiaro che si tratta di un percorso con radici molto più profonde e oscure. Beck punta Ray e in uno scontro che dura la frazione di un minuto Ray finisce al tappeto col cranio fratturato. La sola cosa che riesce a fare prima di spirare è chiedere a Duncan di occuparsi del figlio ancora molto piccolo.  

E quello succede. In tutti gli anni che lo separano dal presente, Duncan lo ha cresciuto come un figlio, finanziando i suoi allenamenti e, ora che anche lui è diventato un artista marziale resta un’ultima promessa da mantenere per Duncan. Sedersi all’angolo mentre Joe sfida Beck in un incontro nelle celebri gabbie da combattimento.  

Una storia di rivalsa, ovvio. Che dà la possibilità di sondare gli animi umani, quello di Duncan specialmente, di cui scopriamo una profonda capacità di preoccuparsi del prossimo, ed una curiosa tendenza a stringere amicizia con giovani barbuti.  Fermi un attimo :  so quello che pensiate stia insinuando, ma no,  è una caratterista psicologica che sarebbe davvero un peccato se non venisse indagata in un episodio futuro. 

Prima dell’incontro finale entra però in gioco il nostro Samuel che, ha il solo compito di ripulire Beck dal suo ospite. La rabbia e l’odio hanno spezzato un giovane Beck ed hanno permesso la nascita di un demone insaziabile di vittorie e di ossa rotta. Ed è proprio mentre Samuel si appresta a fare il suo voodoo che succede qualcosa di inaspettato. Qualcosa che potrei rivelarvi, se volessi rovinarvi la sorpresa. Qualcosa che è ben nascosto nelle pagine precedenti, ma che se notate alcuni aspetti, emerge anche abbastanza chiaramente. 

In ogni caso, non è la storia a fare la differenza, ma come viene raccontata. E qui ci troviamo davanti a due aspetti chiave che potrebbero portare a sviluppi molto interessanti per la vita nel nostro Samuel.  

Il primo è che esistono diversi modi di esorcizzare un demone. Il secondo è che esistono diversi modi di conviverci.  

In questo episodio va sottolineato l’eccellente lavoro svolto alle matite da Ludovica Ceregatti, che qui presenta uno stile personalissimo nella gestione del design dei personaggi e delle espressioni facciali. Convincono molto gli sfondo e soprattutto il modo in cui è reso tutto in modo amalgamato da una scala di grigi estremamente dettagliata. La regia è ben chiara e funzionale alla storia 

Come dicevo, un numero particolare per certi versi. La telecamera spostata verso l’esterno ci permette di avere un’ottica differente, contribuendo al buon ritmo della storyline principale e, inserendo almeno un personaggio nel cast che, se rimanesse stabile, potrebbe creare interessanti dinamiche.  

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