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Scrivere una storia annuale è sempre un rischio. Si può tentare la strada dell’evento speciale a carattere Hollywoodiano. Ma vista la piega esplosiva che la serie regolare del nostro barbuto eroe sta prendendo, si correrebbe il rischio di mettere troppa carna a cuocere. Oppure si potrebbe tentare la carta del riempitivo, della storia di poco conto che fa scontenti tutti, ma riempie gli scaffali. Ma per fortuna, non è questo lo stile Bugs Comics.  

La premiata ditta decide piuttosto di tentare la carta dell’approfondimento trasversale. Questo volume, in ottima linea con le caratteristiche della precedente uscita annuale, si dedica con maggiore spazio ai quattro personaggi che più regolarmente orbitano attorno a Samuel. Anzi, assoluta sorpresa e totale approvazione, nel vedere annoverato nel rooster quel detective Crenna che già in tempi non sospetti auspicavo di vederlo trasformato in una figura ricorrente (ne parlo qui a proposito della sua prima apparizione nel numero 12 – la casa delle farfalle). 

Gli altri personaggi, ovvio, sono Angus, Penny e Duncan. Fantastica la scelta di inserire una biografia ragionata dei personaggi con annessa lista delle loro partecipazioni all’interno della serie regolare. E, già che siamo in argomento, si è detto sempre troppo poco sul passato di Duncan, per cui spero davvero che, calata la polvere sulle attuali vicende del rosso, si possa tornare a parlare di questi aspetti in modo più sereno e ragionato.  

Passiamo ai singoli episodi. Il primo a comparire è proprio padre Duncan, con le lettere da Teignmouth. Ci troviamo davanti ad una storia in solitaria del vecchio prete esorcista che si avventura, con i suoi metodi in una esperienza che rimanda da vicino alla poetica del ribaltamento cara a Philip K. Dick. Filadoro si addentra in una narrativa quasi lovercrafitana mentre le matite di Baldolini caricano di nebbia e tensione. Producendosi in un risultato quasi vittoriano.  

La seconda ad apparire è Penny in Samain di Moscoviti e Ramacci. Ci troviamo qui nella classica atmosfera halloweeniana, mescolata al folklore tipicamente anglosassone. Penny si ritrova immersa in una ghost story che ci lascia intravedere qualche elemento in più della sua vita privata. Non ci sono solo i posseduti nell’universo di Samuel Stern, e questa è una potenziale ottima notizia.  

Guglielmino e Frezza ci introducono a Lo Zahir, la storia con protagonista Angus. Del suo conto sappiamo qualcosa ma siamo decisamente lontani dal tutto, anche anagrafico. Ed in questa storia dal piacevole aroma letterario ci troviamo in suggestioni tipiche di Cortazar. La curiosa veste in cui compare Samuel ci racconta altri elementi del suo potere, e non è una cosa che dovrebbe sfuggirci.  

Il Cristo di Bannockburn, di Savegnago e Catalano, mette in scena un noir dal sapore moderno condito col delizioso aroma della vendetta. Rivediamo il detective Crenna, qui alla sua terza apparizione ma, evidentemente, già sufficiente per entrare nel cuore dei fan. Tornano le possessioni, come in apertura, e Samuel compare forse in tono maggiore.     

Da sottolineare, come per ogni speciale che si rispetti, la presenza di un corposo dossier. In questo caso, e non posso che applaudirne l’umiltà ed il fair play, Fasiolo e Guglielmino dissertano su una approfondita lista di emuli del detective dell’incubo per definizione, Dylan Dog. Nella loro disamina, passano in rassegna circa trent’anni di storie dove a ricordare il coinquilino di Craven Road, sono passati tutti, da Samuel Sand (un applauso per chi se lo ricorda!) fino al mitologico Valter Buio. Bravi davvero! E in ogni caso, dovrebbe proprio essere il passo giusto per arrivare al crossover del secolo. Che cosa state aspettando ragazzi? 

In definitiva un bello speciale, che fa il paio con il precedente e va in risonanza con i racconti del Derryleng. Bella la struttura antologica, che permette di ragionare sulla mai dimenticata arte del racconto breve, e azzeccata la scelta dei personaggi che ci offre quattro differenti istantanee del mondo di Samuel Stern.  

Applausi per la cover della vincitrice del premio Eisner, Elena Casagrande!

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