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Che cos’è l’orrore? Con Dylan è sempre stata la capacità di insinuarsi nella vita di tutti i giorni ed indagarne gli orrori quotidiani, modesti o gargantueschi che siano.  

La continuity, aggiunta in tempi recenti, è stata una concessione al comicdom americano. Un tentativo di acciuffare un’audience che stava mutando. Certo, a leggere i comic books odierni verrebbe da pensare che lo stesso comicdom ne stia sancendo la lenta ma inesorabile fine. 

Il Dylan più eversivo, quello che abbiamo visto protagonista dei racconti più memorabili è quello che si corrompe, che scommette ogni fibra del suo stesso essere per arrivare ben oltre il punto del non ritorno. E là rimanere.  

Una non-continuity non lineare in un contesto, presente ma taciuto, di multiversalità. Questioni metafisiche per nulla affatto banali. Con questo concetto in mente, andiamo ad affrontare una storia che, potrebbe risuonare atipica per quello che ormai de facto è il nuovo corso. Ma che ci restituisce un Dylan ribelle e stranamente leggero.  

Candiweb è un provider di servizi. Qualcosa a cui tutti oramai siamo abituati. Rete illimitata, streaming personalizzati, piccole concessioni che fanno sentire noi piccoli utenti come amanti unici e irripetibili. Se analizziamo la vita di tutti i giorni ci rendiamo conto che spesso dribbliamo telefonate di questo o quel provider inanellando le scuse più assurde. La mia, in particolare? Fingo di essere il mio inesistente maggiordomo. Ma questa è ovviamente un’altra storia.  

Il punto è, che proprio come in ogni multiverso che si rispetti, tutti abbiamo una storia come questa da raccontare e che, se portata agli estremi, è fatta per ossessionarci, confonderci ed infine terrorizzarci. Succede la stessa cosa con Dylan. Viene telefonato, rintracciato, contattato al punto da sviluppare una sorta di personalissima paranoia (ma in fondo tutti siamo convinti che i nostri smartphone ci ascoltino mentre stiamo parlando, per cui, occhio ai vostri commenti mentre leggete questa recensione!) . 

Simon, questo il nome dell’ossessione, lo contatta dal cellulare, dallo smart TV, arriva a casa e gli ruba il clarinetto per convincerlo che se sottoscrivesse un abbonamento con Candiweb non subirebbe furti. È un vero diavolo del marketing. Ed il colmo è che non solo questa storia venti anni fa non si sarebbe potuta scrivere perché non esisteva neppure un terzo delle diavolerie elettroniche che sono state lanciate sul mercato negli ultimi mesi. Ma lo diventa ancora di più se consideriamo che Dylan stesso, con il suo appartamento arredato come il piano terra di Profondo Rosso a Roma, non avrebbe mai voluto simili demoniache attrezzature nel suo studio. 

Parliamo di meta fumetto. Perché Dylan è il classico caso dove la tecnica di sfondare la quarta parete e parlare di un argomento per analizzare la politica editoriale di Dylan stesso, non solo funziona, ma è un percorso altamente praticato. Simon rimprovera Dylan che essere superati non significa divenire automaticamente vintage, ma significa essere persi, distanti dalla grande corrente dello zeitgeist.  

Può essere. Oppure è meta fumetto ed è un atto di ribellione verso la modernità che attanaglia il personaggio. O è una contro-controrivoluzione per ribadire ulteriormente il nuovo status. Fatto sta che ci troviamo in una storia da cui non si riemerge, non è un incubo che può portare al prossimo. È una strada ossessiva e senza ritorno che ci fa lasciare Dylan in preda del suo incubo di omologazione*.  

Bravissime Rita Porretto e Silvia Merricone a saper gestire una storia dal ritmo così ossessivo e claustrofobico. Il senso di intrappolamento ed esasperazione è praticamente tangibile. Dal punto di vista grafico la gestione di Emiliano Tanzillo ci restituisce un Dylan dal sapore molto brit, che quasi sembra cogliere ispirazione da Alan Davis, ma con un taglio di regia cinetico e puntuale. Davvero una ventata d’aria fresca. 

(*) Un’ultima nota, per me interessante, la lascio per chi avesse voglia di una considerazione aggiuntiva a proposito dello status quo. Mi serve come spunto uno spoiler, per cui scusatemi se la relego in fondo alla recensione. Con la dipartita di Simon, Dylan scopre che la sua data di scadenza era 36 anni. Il numero è uscito a fine dicembre, ma quasi tutti lo leggeranno in questo Gennaio. 2022 tolti 36 anni, fa giusto il 1986, l’anno di nascita del nostro Dylan.  

Ryo Flywas

un nerd che si racconta ai nerd. Scrivo per passioni (al plurale). Conduco il the Flywas Show tutte le sere, venti minuti a sera. il mio sogno? la perfetta collezione di cultura nerd!

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