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Devo smetterla di leggere i manga di Kazuo Umezu tardi la sera. Primo perché rimango attaccato, pagina dopo pagina alla disperata ricerca di una catarsi liberatoria. Poi perché finisce che quella spaventosa morbosità con cui scrive le sue storie non mi si stacca più dalle ossa e, anzi, mi rimane fino al mattino dopo.  

Considerato che stiamo parlando di uno dei più indiscussi tra i maestri dell’horror del Sol Levante, queste, non possono che essere lodi. 

Le lodi maggiori vanno però intessute nei confronti di Star Comics che, con la sua Umezz Collection, sta riportando in vita dei piccoli capolavori dell’orrore puro in una edizione fantasticamente confezionata, molto simile per formato alle perfect edition che affollano il catalogo delle ristampe (e che in genere adoro!). Ristampare le storie di Umezz in un formato così ampio deve per forza comportare delle difficoltà, se pensiamo che si tratta di storie che hanno più di mezzo secolo, possiamo pensare a cosa significhi dover recuperare le pellicole originali. E che tipo di lavoro di masterizzazione vada fatto. 

Il risultato è eccezionale e, per uno come me, amante del genere manga soprattutto al livello storico, recuperare questi classici ha un valore aggiunto notevole. Non solo.  Kazuo Umezz descrive un Giappone in fondo ancora rurale e inquadrato nel pieno sforzo di rialzarsi dalla seconda guerra mondiale entrando nella modernità, con una valenza storica che mi fa essere lieto di aver letto i reportage nipponici di Fosco Maraini di quegli anni (Ore Giapponesi, fatevi un favore ed andate a recuperarvelo).  

Da un certo punto di vista, la semplice ambientazione è quasi documentaristica. Con un’ottica naturalista Kazuo descrive la vita di famiglie medio borghesi che convivono con una tradizione che ha radici profonde e tremende nel feudalesimo di epoca Togukawa.  

Lo stesso stile con cui i personaggi e le ambientazioni prendono forma, proviene da un periodo in cui gli anime non erano ancora mainstream e di conseguenza ognuno poteva sviluppare un proprio stile lontano dalla preferenza del grande pubblico. La quasi totale assenza di retini, un livello di dettaglio che ridistribuisce una profondità quasi tridimensionale. E che, sfortunatamente non fa che incrementare il livello di immedesimazione ed angoscia. 

Come alcuni dei personaggi che compaiono nei suoi racconti, le storie di Umezz, raccolte in questa antologica Horror Theatre, non hanno la minima idea di invecchiare. Al contrario presentano una commistione equilibrata tra il folklore e la nascita delle leggende urbane. Proprio nel momento in cui il cittadino medio giapponese tende a diventare parte di una borghesia industrializzata che un ultimo rigurgito feudale produce questi mostri imbattibili e terrificanti. L’ansia di modernizzazione viene quasi annientata davanti alla sensazione di orrore e sgomento puro che le sue storie sanno generare. 

Star Comics ha fatto una scelta autoriale estremamente coraggiosa nel cimentarsi con un autore che potrebbe risultare complesso a chi è più avvezzo alle produzioni degli ultimi venticinque anni. Ma chi invece muore dalla voglia di approfondire le proprie conoscenze del genere e godere di storie con una profondità e modernità tale da essere ancora oggi da fonte di ispirazione a molte pellicole horror mondiale, non può e non deve perdere l’occasione di avvicinarsi a questa collezione. 

Credetemi, i vostri incubi vi ringrazieranno. 

Ryo Flywas

un nerd che si racconta ai nerd. Scrivo per passioni (al plurale). Conduco il the Flywas Show tutte le sere, venti minuti a sera. il mio sogno? la perfetta collezione di cultura nerd!

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