la Cina e l’elogio della leggerezza – Easy Breezy

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Spesso ci dimentichiamo che, fumettisticamente parlando, il mondo è più ampio dei quattro poli a cui più frequentemente facciamo riferimento. Certo, l’entroterra culturale, e probabilmente pure l’abitudine, ci spinge sempre in una di quelle quattro direzioni (Italia, Francia, USA e Giappone, quasi come fosse una barzelletta) ma a volte tenere una dieta variegata è un consiglio che dovrebbe applicarsi non soltanto alla buona cucina. 

E rimanendo in tema, Yi Yang, autrice di origine cinese ma da tempo residente in Italia, ci regala la sua particolare visione del romanzo picaresco. Messi assieme da una curiosa serie di straordinari eventi tre ragazzini ed uno zio putativo attraversano la notte di una metropoli cinese inseguiti dai sensi di colpa ed inadeguatezza. Ah si, anche da un potenziale assassino. 

Ma la cosa che colpisce dritto al cuore è la leggerezza, come già suggerisce il titolo, con cui questa faccenda è sviluppata. 

Partiamo dal comparto grafico. Il ritmo e la regia sono indissolubilmente legati in un contesto adrenalinico. Qualche tempo fa chiacchierando con Michael Rocchetti, genio indiscusso della vignetta a sfondo rosso, mi raccontava che in un fumetto, quello che è importante non è tanto quello che accade in una vignetta e nella successiva, ma tra le due. Quel non detto che in un’altra forma di arte sequenziale verrebbe tranquillamente raccontato e che, invece nel fumetto crea uno speciale rapporto empatico tra chi lo scrive e chi lo legge. Se i due si capiscono, l’alchimia è fatta. 

In Easy Breezy, il comparto grafico, accompagnato da inquadrature insolite, riesce a trasmettere la sensazione di una notte sotto acido, con immagini troppo veloci per potergli stare dietro e a fuoco tutto il tempo. Ed è proprio questo meccanismo che armonizza l’atmosfera ansiogena con il ritmo concitato dell’azione.  

La metropoli che Yi Yang dipinge è caotica, inquinata, affossata di insegne luminose,  inserita in un contesto che definisce alla perfezione la Cina moderna (anche se, in un passaggio almeno, sono stato tentato di credere che si tratti di una distopica metropoli cinese in Africa, cosa manco troppo assurda, peraltro).  

L’aspetto narrativo vero e proprio è la rivelazione. Malgrado il cast sia più ampio, l’intera storia gira attorno a Yang Kuaikuai e Li Yu . Il secondo vuole rubare un furgone per farci due soldi, e nota il primo che lo guarda. Allora decide di rapirlo per evitare che faccia la spia.  

Il racconto dei due ragazzi è quello di due solitudini differenti, ma comunque strazianti. Tanto quanto Li Yu è un bulletto che ha abbandonato la scuola, vive per strada cercando affetto e denaro come può (e graficamente è una forte reminiscenza del Kaneda di Akira) , l’altro è un piccolo genio, due anni avanti a scuola e per quello ignorato da tutti. Quando ad un certo punto scoppia a piangere dicendo che probabilmente neanche i genitori avranno notato la sua assenza, il cuore si lacera. Essere diversi comporta attraversare una strada meno frequentata, e una ricerca più speziata delle persone con cui si vuole trascorrere l’esistenza.  

Li Yu e Yang Kuaikuai attraversano la notte più complicata della loro esistenza e malgrado tutto smettono di odiarsi, per origine, appartenenza, diversità. Con l’innocenza che solo i bambini possiedono, affrontano ogni dilemma morale, ogni difficoltà terrorizzati ma resilienti, e quando si arriva al finale, quasi catartico, anche il lettore tira un sospiro di sollievo leggendo quello che, segretamente, ipotizzava sin dal principio. 

Easy Breezy è una metafora quasi perfetta della vita. Incontriamo gente che non ci piace e siamo costretti a fare pezzi di strada assieme. Ce ne capitano di ogni colore e se alla fine riusciamo a non farci consumare dalla rabbia, ci meritiamo un pasto caldo.  

AutoreYi Yang
Casa Editrice Bao Publishing
Pagine184
Prezzo20,00 €

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