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C’è stato un tempo in cui non avrei nemmeno potuto immaginare che facessero show televisivi sui miei amati personaggi dei fumetti. Periodo strano se ci pensate, alla televisione toccava guardare Furia Cieca per immaginarsi come avrebbe potuto essere un film con Daredevil.  

Adesso che abbiamo sottolineato la mia età anagrafica per bene possiamo passare a parlare dei nostri due ospiti d’onore. Entrambi legati allo scudo di Capitan America, entrambi titolati a portare avanti le veci di Steve Rogers in caso questi non fosse più disponibile a fare il vendicatore a stelle e strisce.  

Falcon e Winter Soldier, come l’omonima serie TV su Disney+ vengono da epoche opposte. Falcon è stato tra i primi super eroi di colore della storia, e si porta dietro quel tipo di bagaglio. Probabilmente rappresenta l’America dei tempi che stavano cambiando. Bisognerebbe chiedere al Jonathan Lethem della Frotezza della Solitudine. Fatto sta, che per anni è stato a fianco di Steve Rogers, fino a comparire pure nel titolo della testata per un certo numero di anni. Il Soldato di Inverno nasce prima ancora della Marvel. L’unica sidekick in un universo narrativo che non le ha mai volute, Bucky viene dato per morto per più di mezzo secolo. Al punto da essere considerato una delle tre figure familiari che uno sceneggiatore non dovrebbe mai riportare indietro (Gwen Stacy, Ben Parker e Bucky Barnes. Ma a quanto pare in un modo o nell’altro è riuscito a tutti di tornare indietro). Fino a quando ad Ed Bruebaker non viene in mente che potrebbe essere stato rapito dai russi e trasformato in un agente dormiente da tirare fuori dal ghiaccio quando serve. 

Come dicevo entrambi hanno vestito ad un certo punto i panni di Capitan America. Dopo la Guerra Civile, Barnes, con un costume più da spy story ed una Luger sulla cintura. Un capitan America moderno, adatto ad un periodo storico più crudo dove l’atmosfera post undici settembre pesava ancora terribilmente. L’altro, quando Steve Rogers invecchia di colpo, una delle tante volte. Wilson porta lo scudo, ma la critica più forte, malgrado le storie di Nick Spencer siano molto interessanti e politicizzate, è che più che Capitan America, sembra Falcon con lo scudo. 

Ma Cap si sa, ritorna sempre, quindi ai due non resta che tornare alle loro attività principali. Con l’aggiunta che assieme fanno una coppia spettacolare, stile bad boys. La commistione di sentimenti comuni la rende una perfetta routine in stile bad cop/good cop. 

E la Panini approfitta della serie TV per pubblicare due chicche. La prima è un volume antologico, di basso formato ed alta foliazione, perfetto per raccontare una mezza dozzina di storie chiave, piccoli punti di partenza, è ovvio, ma necessari per chi Falcon e Winter Soldier non li ha mai masticati e vuole cimentarsi con il loro passato.  

Il secondo volume, Taglia una Testa, raccoglie una storia completa di Derek Landy e Federico Vicentini. Come potete intuire dal titolo, si tratta di una storia con protagonista l’Hydra, e come potrebbe essere il contrario? 

L’organizzazione criminale sta per ritornare sulla piazza ed i due eroi riuniti vogliono dire la loro prima che sia troppo tardi. La storia è raccontata con una sottile ironia che non difetta alle doti di romanziere di Landy. Graficamente il tratto è forse appena debitore di uno stile orientaleggiante, ma al contempo è perfettamente dinamico per le scene d’azione. La mini serie, pubblicata anche in America lo scorso anno serve per rimettere sulla piazza i due personaggi ed affrancarli dal ruolo di vice Cap. 

Mentre il primo è un albo perfetto per chi è a digiuno di questi character e ne vuole sapere di più. L’altro non deve mancare nella collezione di chi ama il vendicatore stelle e strisce e che trova questi due personaggi più che due semplici appendici. Troverete il ritmo appassionante ed i dialoghi molto spassosi.  

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