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Un paio di sere fa ho avuto il piacere di passare un’ora in compagnia di Giovani Masi e Mauro Uzzeo, inossidabile team di sceneggiatori che qualche settimana fa hanno visto pubblicare la prima parte del crossover Flash/Zagor. 

Se devo essere onesto, quando lessi per la prima volta di questo incontro, feci un po’ fatica a ragionare su come due personaggi all’apparenza così differenti potessero incontrarsi. Non dico che fossi scettico, ma, sicuramente avevo qualche dubbio.  

Parlarne con Giovanni e Mauro è stato di grande ispirazione, prima di tutto perché, ed è evidente sin dalle prime battute, sono due belle persone, disponibili e, cosa impressionante affiatatissimi.  

Mauro mi spiega che la cosa che meglio accumuna entrambi i characters è che malgrado la fatal blow iniziale (la morte della madre, il padre colpevole) sono due personaggi che non la smettono di sorridere. Aiutare le persone è qualcosa che non ha mai permesso loro di diventare le loro ombre più oscure. Giovanni aggiunge che entrambi sono eroi che camminano in mezzo alla gente, meno iconici probabilmente, di Tex o Superman, ma proprio per questo, definitivamente umani. 

Un’altra cosa che accomuna entrambi sono le rogue galleries, che compaiono entrambe in questo numero zero. Quella di Zagor, mi dice Giovanni, è costruita sull’immaginario di Guido Nolitta. Ogni cosa che vedeva al cinema, ogni cosa che leggeva, lui provava a mutuarla nelle pagine di Zagor. Zagor era la sua risposta ironica a Tex, forse molto più di Mister No che rappresentava la maturità. La gallery di Flash è larger than life, sono personaggi iperbolici, raccontati ma non visti, sarebbero persino poco credibili. Mauro su questo ha molto da dire, per prepararsi a questo lavoro, si è letto le run di Waid e Johns, e si è appassionato a tal punto che finiti i fumetti è passato al Flash dell’arrowverse. Personaggi come Captain Cold, mi spiega, sono costruiti in maniera da funzionare proprio perché opposti a Flash. Se ci pensi, il potere ghiacciante è la sola cosa che può bloccare Barry Allen.  

La sfida più difficile, mi raccontano entrambi, è stato scrivere una storia che contenesse i ritmi narrativi di entrambi e che non snaturasse nessuno dei due. Il tratto più difficile è stata la resa dei pensieri. Ballon per Zagor, didascalie per Flash : usare entrambe è stato quasi un rischio, ma che alla fine ha dato ottimi frutti.  

Mi chiedo se la DC abbia mantenuto una supervisione rigida sul progetto. E, in effetti, mi confermano che è così. Per fortuna la redazione e gli editor Bonelli, hanno fatto da filtro. Ma che in linea di principio è stato anche un labour of love senza troppe difficoltà. La sola incomprensione, mi racconta Mauro, divertito, è stata centrare il meccanismo con cui le cuciture del costume di Flash si illuminano quando usa la speed force. Sembra un dettaglio, ma c’è una logica dietro che è ben salda. E ancora una volta, mi rendo conto che dietro ogni singola storia, c’è una mole di lavoro del tutto impressionante. 

Giovanni e Mauro collaborano parecchio assieme, loro è anche il lavoro in cartonati, il Confine, per cui mi sembra logico chiedergli quale sia la loro routine. Sorridono entrambi, e mi raccontano che si conoscono da un quarto di secolo ormai, e che, anche se non c’è un metodo preciso con cui costruiscono le loro storie, per entrambi in realtà la cosa importante è la tensione creativa. Mi racconta Giovanni, che lavorare con gli editor è molto facile per loro, perché prima di qualsiasi altro giudizio, sono loro ad essere diretti e brutali sul loro lavoro. Spesso il rischio di offendere la sensibilità altrui causa delle paralisi creative, ma, loro sono così affiatati che comprendono bene che, per il bene della storia, è sacrosanto limare via il superfluo e il non funzionale. Mauro aggiunge che il loro essere complementari li rende cuore e cervello di ogni progetto. Mentre lui è più concentrato sull’aspetto emozionale, Giovanni mantiene la struttura razionale. E, a vederli così, Giovanni più estroverso, Mauro più riservato mi sembra davvero che il loro sia uno tra i connubi più solidi che la storia del fumetto italiano abbia mai avuto. Mauro mi strappa un sorriso quando dice che, quando Giovanni legge le sue cose e dice che gli piacciono, lui è davvero contento.  

E mentre il tempo è passato troppo in fretta, mi rendo conto che questi due ragazzi sono davvero una coppia imbattibile e la cosa pazzesca è l’amore e la passione che riversano nelle loro pagine. 

E abbiamo dannatamente bisogno di gente che costruisca con instancabile mente, le storie per il domani.  

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