Professione Sceneggiatore – Sergio Badino

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Scrivere, per chi sente questa chiamata, non è una scelta. È un bisogno, è la necessità assoluta di riversare le proprie epifanie su carta. Non è solo un mestiere, è un atto di fede. Credetemi, ho fatto abbastanza viaggi in macchina in compagnia dei personaggi che sarebbero finiti nelle mie storie per potervi dire che, per chi lo guarda, il foglio bianco è un punto di partenza non un traguardo.  

E fino a quando si parla di passione, questo umile artigiano vi può confermare, che il lavoro di cesellare le parole può essere istintivo e seguire gli impeti di quel famoso sacro fuoco. Il punto è che, il mestiere della scrittura segue anche lui dei dettami rigidi a cui si deve imbrigliare la passione. Si tratta di una grammatica che esula dalla semplice conoscenza dell’analisi logica.  

La grammatica della scrittura si basa su delle regole, dei teoremi se volete, che possono passare dalla narrazione in tre atti di matrice aristotelica fino all’analisi del fatal blow o, il mio preferito, il fucile di Checov. 

Non fraintendetemi, non esiste una scienza esatta per decodificare una perfetta guida al capolavoro letterario. Ed è anche vero, che a scrivere, si impara scrivendo. O forse, parafrasando Hemingway, vivendo. Non mi ricordo mai quale sia quella più giusta!  

Tutto quello che è raccolto in una guida si può desumere con l’esperienza e l’istinto. Vero. Ma certi talenti possono e debbono essere aiutati. Lo sa bene chi ha avuto la gioia di avere a che fare con un editor. Possiamo credere la nostra prosa tanto perfetta quanto vorremmo. Ma arriverà sempre un editor, un pio, un teorete, a puntualizzare che scriviamo cazzate. #truestory.  

Il volume  Professione Sceneggiatore di Sergio Badino, edito da Tunué, serve ad insegnarci i rudimenti, ad evidenziare quali potrebbero essere i nostri spunti di miglioramento. Ragionare su aspetti teorici e pratici della nostra scrittura. Non tutto quello che sentiamo come vero e giusto è fatto per finire su carta. Ci vuole pazienza a sagomare la forma giusta. E a volte non basta. Però una guida può aiutarci a trovare i punti su cui muoverci. 

Il manuale poi è ricco di esempi e di pratici esercizi che stimolano la mente del lettore. Decodificare le figure retoriche e gli elementi chiave di una storia può aiutarci a capire cosa funziona e cosa in una storia. La guida, che poi si avvale di prefazioni di Sergio Bonelli, Guido Nichetti e Sandrone Dazieri mette in luce gli elementi che dobbiamo per forza conoscere.  

Scrivere oggi, non è come scrivere venti anni fa, il gusto si è affinato, alcuni tratti stilistici sono più amati di altri (pensate all’uso della narrazione portata avanti da Lost in poi). Progettare la propria opera è un passo importante per capire cosa funziona oggi, e come adattarlo a noi. 

 A tutti piacerebbe scrivere qualcosa di completamente avulso dai tempi e dalle mode. Ma la verità è che viviamo in un contesto concreto dove quei tempi e quelle mode esistono e non se ne può prescindere. 

Il volume, ricco di esempi e di note di riferimento, si presenta come un agile vademecum per differenti generi letterari, dal romanzo alla sceneggiatura. Dal videogioco alla serie tv. E non è una banalità. 

Adesso che viviamo nell’epoca del lockdown, abbiamo imparato a fondo quanto una bella storia possa trarci di impaccio da un pomeriggio buio e noioso. E, se è vero che la domanda continua ad aumentare, la concorrenza è speciale. Il sarcastico Maurizio Costanzo dei tempi d’oro, raccontava che un libro non si negava a nessuno. E forse adesso è anche peggio, tra sistemi di selfpublishing, crownfunding ed ebooking, trovare lo spazio per un volume con il nostro nome pubblicato sopra non è mai stato così facile.  

Ma la domanda giusta è, per chi lo facciamo? 

Per il nostro ego? Tenetevi una Moleskine.  

Per rimorchiare? Rileggetevi Bukowski.  

Se invece lo fate per lasciare il segno, perché la scrittura è molto di più di uno stile di vita, ma una necessità allora, come per ogni altra cosa importante della vita, va allenata, preparata, studiata.  

E se conoscere il terreno in cui queste battaglie si terranno, sarà solo un vostro esclusivo vantaggio.  

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