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La storia raccolta in questo primo volume di Dark Ark si porta dietro alcuni riferimenti. Se è vero che anche Aaron ha scritto qualcosa in merito all’arca di Noè, io vado più indietro fino al primo ciclo pubblicato in Italia di Spriggan di Takashige e Minagawa. Se in quel caso però ci si trovava davanti al relitto dell’Arca in cui ancora venivano conservarti dal freddo del monte Ararat i corpi delle creature, idre, lamie, chimere e grifoni che erano per forza divenute creature del mito, qui la situazione è filo più complicata. 

Oltre all’arca di Noè, che spinta dal volere di dio, trasporta gli animali e gli uomini giusti per ripopolare il pianeta dopo il diluvio, un’altra arca segue un percorso parallelo. Un oscuro demonio ha chiesto infatti ad un potente stregone, Shrae,  di raccogliere a bordo della sua arca le creature  ultraterrene. Il viaggio sarà lungo e molte non sopravviveranno, ma, non appena la vita tornerà a popolare la terra, anche loro avranno il loro nutrimento attaccando gli uomini. 

L’idea non è per nulla scontata, è Cullen Bunn riesce a creare il giusto clima di paranoia all’interno della nave, misto al senso di oppressione di chi ne è prigioniero. Si, perché a bordo non c’è solo la famiglia di Shrae ma anche altri uomini che popolano la cambusa. Essendo un’arca oscura, ovviamente, i rituali e le armonie si muoveranno secondo quel tema. Al terrore di questi prigionieri fa da contraltare il desiderio di insubordinazione e di controllo di tutte le creature a bordo.  

E qui bisogna sottolineare una notevole acrobazia stilistica. Per mantenere alto il ritmo della storia, le creature sono tutte senzienti e dotate di favella. E tramano le une contro le altre per prendere il controllo dell’arca. In questo gioco di potere tra i vampiri e la chimera si svolgerà l’intera trama principale di questo primo arco narrativo.  La caratteristica che lega tutti gli esseri a bordi è di non essere terreni, per cui, nessuno si spiega, ma nemmeno si meraviglia del perché una coppia di unicorni sia finita a bordo. Se in principio funzionano come linea comica, ci renderemo presto conto che la loro presenza ha un significato ben più profondo. 

In questo, bisogna sottolineare la bravura di Cunn che porta avanti la storia di un viaggio carico di tensione, in incognito, con la segreta missione di assicurarsi che anche l’arca di Noè sopravviva, perché se muoiono gli umani anche le altre creature ultraterrene si troveranno sprovviste di prede e nutrimenti. 

Lo stile di Juan Doe si adatta bene a questo progetto. I tratti ammorbiditi portano tutte le creature ad assomigliare ad una versione disneyana contorta, corrotta. La colorazione in digitale predilige tinte scure che ben si adattano al mood della storia. Svogliando le tavole è possibile percepire l’olezzo degli ambienti chiusi la cattiveria degli esseri ingabbiati.  

In generale si tratta di una storia piacevole e disturbante al punto giusto che ha il pregevole tratto di non avere tempi morti. Nell’arca oscura succede sempre qualcosa, ed un po’ come in Breaking Bad, Shrae deve inventarsi mille escamotage per cercare di mettere a posto le cose e continuare la sua missione tra diavoli che vigilano ed angeli ottusi. 

La serie originale Aftershock , 2017, era composta da 15 episodi. BD presenta il primo arco narrativo in un agile volumetto brossurato.  

Se avete conosciuto Cullen Bunn per i suoi lavori nelle due major dovete dargli una possibilità. Il livello di scrittura, slegato da schemi più convenzionali è assolutamente carico di potenziale. Alla fine, anche se non vorreste, vi troverete a fare il tifo per Shrae.  

E non è proprio da tutti portare a questo livello di empatia.

AutoriCullen Bunn, Juan Doe
EditoreBD (Aftershock)
Pagine136
Prezzo15,00 €

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