un’analisi degli uomini X (ai tempi di Hickman)

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Jonathan Hickman è un genio. O quasi. Ho da poco finito di leggere le due miniserie che riscrivono la storia e lo status quo degli X-Men e non ho potuto fare a meno di ammirare tutto l’incastro tra passato, presente e futuro che ha creato, con tanto di “krakoano” che appena mi avanza tempo inizierò a tradurre. Un lavoro veramente di fino, coadiuvato ai disegni da un’abile Pepe Larraz e da un (parere mio) non altrettanto abile ma comunque efficace R.B. Silva. Questo è un rovescio della medaglia, quello positivo, ma dall’altro devo dare ragione a chi dice che questi non sono gli X-Men che conosciamo e amiamo: i mutanti di Hickman sono quasi degli esaltati, più simili ad una qualche setta/congrega, con un Charles Xavier talmente machiavellico che potrebbe benissimo cambiare nome in “Henry Bendix” ( i più “anziani” sanno a chi mi riferisco) e una Moira McTaggart resuscitata e resa mutante omega nonché deus ex machina di tutta la faccenda con un’altrettanto dubbia moralità.

Ora: prendendo  la cronologia creata da Hickman, il tutto ha una sua logica spiegazione se consideriamo che gli eventi così come li conosciamo dovrebbero rappresentare la nona vita di Moira, mentre questa è la sua decima vita e quella splendida morte che abbiamo visto a suo tempo era una farsa; cosa fareste al posto di un giovane Charles Xavier se vi capitasse di sondare la mente di una donna che ha vissuto altre nove vite ed in tutte il sogno che coltivi è destinato a fallire? Tuttavia non posso fare a meno di pensare che sia una scappatoia data dal fatto che dei mutanti ormai non gliene frega niente a nessuno e non sapevano più come gestirli…

E parlo della dirigenza Marvel, non di Hickman, eh! Mi spiego meglio: il sogno di Xavier ha avuto almeno 3-4 occasioni per avverarsi, tra 1) la normale scuola sotto la direzione di Scott Summers; 2) l’integrazione con la città di S. Francisco; 3) la nascita di Utopia. In tutti e tre i casi si potevano sviluppare brevi storie con giovani mutanti e tra una minaccia e l’altra si poteva far vedere Scott e soci insegnare ai ragazzi come padroneggiare i loro poteri, i vari tentativi di integrarsi col mondo, ecc. Ricordo (e va a finire che menziono) sempre quando su Terra X il giovane Bruce Banner disse che l’errore più grande di Charles Xavier è stato quello di nascondere i mutanti al mondo: paradossalmente, la creazione della X-Corporation era una buona idea, come pure rendere Scott Summers colui che era andato oltre Xavier e Magneto per creare una strada per tutti… Peccato che abbiano pensato di mandare tutto in vacca prima con Scisma e poi con Avengers vs. X-Men (per vari motivi non mi esprimo sullo scontro con gli Inumani). Infatti, se ci pensate bene, che differenza c’è tra il consiglio di Utopia e quello di Krakoa? Non molto, tranne il fatto che quest’ultimo è più strutturato.

In Scisma, l’unica cosa che venne rispettata era la rivalità tra Scott e Logan per via di Jean, altrimenti i caratteri avevano già incominciato ad essere stravolti rendendo Ciclope molto simile allo Xavier di adesso. Utopia era, se mi permettete il gioco di parole/la metafora, il seme da cui nasce la Krakoa di adesso. Ora, ritornando alla questione principale, sono curioso di sapere cosa accadrà: nonostante la grande struttura creata, in pratica si tratta di una setta ma più in grande, costruita non dico sulla menzogna ma quasi (vedi il caso Mystica-Destiny e la verità su Moira), con un’equilibrio non troppo stabile e una “resurrezione mutante” dipendente da cinque individui, e la stragrande maggioranza dei residenti beatamente ignara del tutto. Inoltre, a parte il crossover X of Sword (che spero di vedere ristampato in più cartonati ma ho paura che sarà un’omnibus), rimane sempre l’atavico problema: come gestisci un’intera comunità di mutanti? Finora non è che sia andata tanto bene… E si vocifera di un reboot. Ancora.

Luigi

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