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Il fumetto può anche essere una chiave per spiegare la realtà, per arrivare al sociale? Certo, anzi, in certi casi si può anche spostare l’asticella e alcune storie divenire spot promozionali per cause che esulano dal semplice intrattenimento. Utilizzare la narrativa per sensibilizzare. La buona fantascienza lo fa da sempre, anzi, si potrebbe dire, che la buona fantascienza è un termometro della realtà ed estremizzandone alcune tendenze riesce a prevederne le conclusioni.  

Ed in una storia come quella di cui sto per parlarvi, succede esattamente questo. Ma c’è anche l’altro elemento, quello promozionale. In questo caso il Mite, il recentissimo ministero per la transizione ecologica sfrutta il canale offertogli dalla Sergio Bonelli Editore per raccontare alcune cose sull’anidride carbonica, aggiungendo a fine volume un interessante opuscolo su effetto serra ed energie rinnovabili.  

Può servire in un volume del genere un tipo di supporto di questo genere? Probabilmente la sponsorizzazione dei Mite permetterà al volume di arrivare con più facilità alle biblioteche scolastiche o di raggiungere un pubblico più ampio.  

Ma il punto più ampio è un altro : la storia in questione è meritevole o si tratta di un semplice pretesto per enumerare fatti sull’ecologia? La mia risposta è assolutamente positiva, ci troviamo davanti ad una bella storia, illustrata da un team incredibile di disegnatori : Germano Bonazzi, Marco Foderà e Fabio Grimaldi danno tutti un contributo fantastico per rendere credibili gli ambienti in cui la storia è raccontata. Ed il contributo di Daria Cerchi alla colorazione è impressionante. Un color script vivace e pulsante accompagna la narrazione in tutte e tre le epoche storiche in cui è ambientata.  

Ma a rendere tutto perfettamente coerente è Bepi Vigna, uno dei tre papà di Nathan Never che, in questo caso fa gli straordinari mettendo sulla stessa pagina tre tra gli eroi più amati della casa editrice di via Buonarroti. Se c’è qualcosa che stona infatti è proprio quello di intitolare la storia al solo Nathan quando la scena è egualmente divisa con Martin Mystere e Mister No. E sapete quanto io ami entrambi per non volergli augura tutta la visibilità possibile.  

La storia parte proprio dall’epoca di Nathan dove viene riscontrato un fortissimo aumento di anidride carbonica, praticamente inspiegabile data la totale assenza di combustibili fossili. E su come far funzionare un mondo futuribile senza petrolio, sarebbe proprio una domanda da rivolgere alla banda dei sardi (Medda, Serra e Vigna, of course!). Le analisi non portano a nulla di spiegabile e la studiosa di mutamenti climatici Greta Suzuki (si, è una duplice citazione!) coinvolge l’agenzia Alpha che riuscirà a proporle due salti nel tempo, o meglio due migrazioni quantistiche, per comprendere al meglio i loro dati. Prima tappa, studiare il polmone verde del pianeta, quando era ancora il polmone verde. Manaus, anni ’50, per forza. Seconda tappa, studiare i mutamenti del pianeta, quando il pianeta ha cominciato a percepire i cambiamenti climatici come un pericolo costante. New York, anni ’80.  

La storia funziona molto bene, ed i team-up sono un evento speciale che andrebbe sempre celebrato. Da qualche tempo si parla di Universo Bonelli e quindi vedere interagire i personaggi è qualcosa a cui dovremmo presto abituarci ed applaudire (il mese scorso è toccato a Tex e Zagor, il prossimo, chissà…).  

La storia, ha il solo limite di essere troppo breve. Le 80 pagine sono un formato alla francese allargato, ma sono certo che le canoniche 96 avrebbero permesso di approfondire meglio alcuni aspetti e soprattutto ci avrebbero fatto godere meglio dell’incontro tra i personaggi. 

Piacevole l’approfondimento finale e vi posso garantire che, se i malpensanti grideranno alla marchetta, si tratta veramente di un grido malpensante. La storia è assolutamente godibile, ed illustrata splendidamente. E l’intento, è ben più che encomiabile per cui, effettivamente, non ci resta altro che godercela, e sperare per altri incontri simili. ( o per più Mister No, in generale!) 

Ryo Flywas

un nerd che si racconta ai nerd. Scrivo per passioni (al plurale). Conduco il the Flywas Show tutte le sere, venti minuti a sera. il mio sogno? la perfetta collezione di cultura nerd!

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