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Scrivere di Pratt e Manara significa confrontarsi con mostri sacri, difficilissimi da catalogare ed ancora più complessi da studiare ed analizzare. Definire come massimi epigoni del fumetto su scala globale non basta. Come spiega lo stesso Manara, se nel DC universe esiste un’isola caraibica chiamata Corto Maltese, è proprio in omaggio a Pratt. E lasciamo perdere, in bene ed in male, le reazioni alla Spider Woman dello stesso Milo. 

Il volume che raccoglie Tutto cominciò con un’estate indiana e El Gaucho, non è una semplice raccolta di storie. Al contrario si tratta di una testimonianza reale e concreta dello stato del fumetto. Pubblicati a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, i due racconti rappresentano gli unici due tentativi di collaborazione tra i due giganti. Stampati a puntate, entrambi su rivista, Corto Maltese, il primo, il Grifo, il secondo, rappresentano due momenti chiave della pubblicazione su rivista in Italia. L’intervista a fine volume racconta perfettamente il rapporto tra i due, vent’anni di differenza. Solo i paragrafi relativi al modo di sceneggiare di Pratt valgono un anno di scuola di fumetto. 

Le due storie sono quanto più diverse tra di loro. Se la prima si inserisce alla perfezione nel canone di storie legate alla frontiera americana e, anzi, omaggia la Lettera Scarlatta inserendo alcuni dei personaggi letterari in quel contesto, la seconda offre un contesto tipicamente prattiano, ma probabilmente di più difficile lettura. Il contesto è quello delle guerre coloniali in una Buenos Aires combattuta tra spagnoli ed inglesi. El Gaucho presentato nel titolo, praticamente non compare, ma è lo stesso Manara a fare luce sul mistero. Una seconda storia era nei piani ma, sfortunatamente, le condizioni di salute di Pratt, non ne permisero mai la realizzazione.  

Ne rimane una narrazione passionale, erotica ovviamente, ma anche capace di mostrare lidi dell’avventura poco frequentati e quindi tremendamente interessanti. Un’estate indiana mantiene forse delle energie maggiormente primitive, mentre El Gaucho rappresenta più la maestria di Pratt che ci sa raccontare personaggi umanamente indimenticabili. 

Le matite di Manara del resto, sono inavvicinabili. Le sue donne, sensuali e provocanti, sono dotate di una carica erotica pazzesca, non devo certo dirvelo io. Il suo tratto, carico di dettagli ed estremamente preciso, ci regala scorci memorabili perfettamente funzionali ad una narrazione composta e stratificata. A tratti il lavoro dei due sembra indistricabile e, se è vero che si capisce bene dove ci sia Pratt e dove ci sia Manara, è altrettanto vero che la summa dei due, sia totalmente impareggiabile.  

Malgrado sia pensare comune che Un’Estate indiana sia tra i due meglio riusciti, io devo invece manifestare un’opinione completamente opposta. Il lavoro montato dietro ad un conflitto navale sul porto di Buenos Aires non so bene perché mi riporta al passato biografico di Pratt e per estensione all’Eternauta. Ma non è solo un discorso affettivo. La storia prevede una serie di personaggi molto più particolareggiati e rifiniti. Molly, la prostituta irlandese e Matthew il gobbo, sono qualcosa di imperituro all’interno della narrativa prattiana. Anche se poi devo dire che è proprio l’incipit iniziale a caratterizzare e pesare maggiormente sulla storia. Un prologo così aperto e importante, dovrebbe essere la base di partenza di una storia più ampia ed articolata. E sarebbe davvero piacevole, prima o poi, vederne ricomparire un seguito. Anche se dal ’93 è passata sufficiente acqua sotto i ponti da suggerire che non succederà mai.  

Il volume infine, è un capolavoro di grafica. Rifinito, dotato di importanti inserti redazionali, con fotografie, schizzi preparatori e tutto quello che serve per rendere il volume non solo necessario ad ogni collezionista ma anche un importante documento, un attestato di imperituro amore per tutti i seguaci della nona arta. Il lavoro svolto da Rizzoli nel procedere alla ristampa integrale dell’opera di Pratt è ben più che egregio ed espande il suo universo per nuove o vecchie generazioni di lettori e lupi di mare.  

Ryo Flywas

un nerd che si racconta ai nerd. Scrivo per passioni (al plurale). Conduco il the Flywas Show tutte le sere, venti minuti a sera. il mio sogno? la perfetta collezione di cultura nerd!

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