A pochi giorni dall’inizio dell’anno ci lascia una delle ultime leggende del Marvel Bullpen originale, l’uomo che, più di tutti, ha saputo disegnare pagina dopo pagina, senza fermarsi mai.
Fa una certa impressione pensare che anche il secondo dei fratelli Buscema, dopo John, ci abbia lasciato. Ma, purtroppo a pochissime ore dal suo novantesimo compleanno anche lui è andato a popolare la schiera di leggende che hanno reso la Marvel degli anni d’oro così grande.

Sal, che cominciò a lavorare chinando i fratelli di suo fratello, aveva una peculiarità particolare (ve ne parlo qui). Sua era infatti la capacità di essere un disegnatore veloce, magari senza particolari fronzoli, ma capace di muoversi con estrema versatilità da un personaggio all’altro. Non è un caso che, facendo una semplice ricerca è praticamente impossibile non trovare nel suo portfolio i grossi calibri. Da Thor a Silver Surfer, Dall’uomo Ragno ai Nuovi Mutanti. Fino ad arrivare a personaggi con cui si è più misurato, Hulk e i Difensori.
C’è da dire che la sua velocità gli ha permesso di supportare molto bene disegnatori più lenti e dettagliati chinandoli (Walter Simonson), ma lo ha reso capacissimo di potersi prestare anche all’arte dei fill-in.
Ora, se devo essere onesto, non è mai stato tra i miei disegnatori preferiti. Anzi, il su tratto rigido e spigoloso in molti casi mi ha persino infastidito. E non posso negare che trovare le sue tavole mi facesse storcere il naso. Il suo stile lineare era indubbiamente efficace, ma l’effetto collaterale erano delle anatomie spigolose ed un campionario di pose molto contenuto. La cosa che trovavo più difficile da digerire era l’effetto ‘paradenti’ che avevano tutti i suoi primi piani, dove le espressioni rigide dei volti, portavano a mostrare una dentatura uniforme che somigliava molto alla tipica protezione del pugilato.


Al contrario il suo lavoro alle chine rendeva alcuni lavori particolarmente apprezzabili. Ad esempio, su Thor il suo lavoro si fondeva in maniera perfetta con le anatomie plastiche ma eclettiche di Simonson. E se devo essere onesto il suo lavoro su Spider Girl contribuiva a dare al personaggio un senso retrò che, in piena Image revolution era quasi piacevole.
Buscema è stato capace di lavorare graficamente su personaggi innovativi come Rom, dove sicuramente la sua capacità di disegnare anatomie spigolose e rigide era messa in perfetta gestione. E anche la sua resa grafica dei Difensori, tra i gruppi minori che più amo, ha rappresentato un aspetto fondamentale della loro iconografia.
Mi ha colpito molto come J.M. DeMatteis oggi lo abbia ricordato con estrema dolcezza, soprattutto nel loro momento d’oro su Spiderman. Con un pizzico di malignità verrebbe da chiedersi se qualcuno si ricorderebbe così bene di quelle storie se non fosse stato proprio Jean Marc a scriverle.

Fondamentalmente io credo che Sal Buscema abbia avuto la capacità di essere il più moderno tra i classici ed il più classico tra i moderni, mostrandosi capace di adattarsi allo stile che cominciava a ad imperversare verso la fine degli anni ’80. Non bucava la pagina ma ne completava l’ossatura.
La sua carriera ha rappresentato proprio questo : un fantastico gregario che ha saputo lasciare un’impronta unica su moltissimo materiale, contribuendo alla resa grafica che certi personaggi, sto pensando ad Hulk, hanno avuto per molto, moltissimo tempo.
Ed in fondo, non è male, essere un Balder in un mondo di Thor.
